Presentazione alla mostra che si tenuta a Tremiti il 30-07-2000

Il desiderio del colore, i cromatismi personali, interiori, pubbliche confessioni di un disadattamento fortunato, quasi a rifiuto della colorazione istituzionale, e retorica, dei nostri mari e delle nostre terre. La fantarchitettura provocatoriamente geometrica di alberinsetti e chiese-grotte aperte e sensuali pronte all’utilizzazione visiva e sognante fanno della pittura di Matrella una sorta di domanda a se stesso e risposta di se stesso per noi che guardiamo con occhi diversi mondi simili ma sicuramente meno criptati, meno scomodi da decifrare se non turbati quando, per mano, veniamo accompagnati sullo scomodo filo dell’arte spontanea a giocare con il difficile equilibrio delle appartenenze. Matrella d volto al suo immaginario e noi non possiamo essere indifferenti.

Lucio Dalla