ISOLE TREMITI - PROGRAMMA INTEGRATO DI RECUPERO DELLE PERIFERIE - RISANAMENTO CONSERVATIVO

INTRODUZIONE


L’Isola di san Nicola offre una molteplicità di opere monumentali, eseguite in diverse epoche, che denotano il ruolo strategico dell’Arcipelago di Tremiti e soprattutto della sua Isola più storica.Come sappiamo dalla Carta di Venezia (1964) art. 1- la nozione di monumento storico comprende tanto la creazione architettonica isolata quanto l’intero ambiente urbano, questa nozione si applica non solo alle grandi opere ma anche alle opere modeste che, con il tempo, abbiano acquistato un ignificato culturale. Nel nostro caso ci troviamo in presenza di due episodi edilizi situati all’esterno del Castello fortezza di San Nicola e a ridosso delle cinta muraria esterna al Castello. Il primo manufatto è situato a pochi metri dal ponte levatoio d’ingresso al Castello e aderente alle Mura, non è un episodio isolato ma risulta un ambiente facente parte della cinta mura stesse, ed in origine doveva avere la funzione di luogo protetto per avvistamento, successivamente e già prima ell’ottocento la sua funzione si specializza, infatti nella planimetria di epoca borbonica, 1950 (allegato A) si vede l’ambiente costruito, di mq. 37, già coperto con copertura lignea, ed utilizzato per la macellazione del bestiame. Questa funzione continuerà durante tutto il periodo di permanenza della colonia penale, e solo di recente, col mutare delle abitudini alimentari, ha perso la sua funzione, diventando semplice deposito. Ha una forma irregolare , proprio perché si è adeguato alle esigenze difensive e all’orografia, in pianta si avvicina ad un semi ovale. A pochi passi dall’ex macello, ad una quota inferiore, vi è un altro edificio costruito in muratura e anch’esso sorto a ridosso delle mura difensive. Non è riportato nella planimetria di epoca borbonica (allegato A) ma sono riportati i progetti dei camerini e del complesso difensivo a linee sottili.
Quindi si può datare l’epoca della sua edificazione dopo il 1850 e fino al 1900, con gli ultimi rimaneggiamenti nel 1930, quando viene eseguito il fronte murario in cls armato. E’ un manufatto di 29 mt, circa di lunghezza per una larghezza di 4,50, ad un piano e ad una falda, con copertura in legno. L’immobile fa parte di un complesso di costruzioni militari della Regia Marina Militare Italiana, e costituiscono il deposito armamenti della II guerra mondiale; del complesso fanno parte, oltre al deposito: la polveriera - un ampio seminterrato diviso in vari magazzini; le trincee che si dipartono dalla polveriera, occupando quasi per intero, il Largo del cannone. Attualmente i manufatti sono pressoché inutilizzati, e per questo hanno subito l’incuria del tempo, il deposito armamenti ha subito il crollo parziale del tetto e di alcuni muri perimetrali.; l’ex macello ha una copertura precaria in lamiera ondulata ed è utilizzato a deposito di materiale edile.


1.1 DESTINAZIONE D’USO


La conservazione dei monumenti è sempre favorita dalla loro utilizzazione in funzioni utili alla società: una tale destinazione è augurabile ma non deve alterare la distribuzione e l'aspetto dell'edificio. Gli adattamenti pretesi dalla evoluzione degli usi e dei costumi devono dunque essere contenuti entro questi limiti. Art.5 Carta di Venezia- Per questo si è avanzata l’ipotesi di riutilizzare gli ambienti recuperati a scopi pubblici, all’interno del Programma di Riqualificazione delle Periferie, dando così: all’ex macello la funzione di luogo di ristoro di supporto alle manifestazioni teatrali svolte in Largo Torrione; mentre gli ex depositi armamenti diventeranno locali di servizio al teatro all’aperto per alloggiarvi gli artisti che si alterneranno durante la stagione estiva oltre che bagni pubblici, guardaroba e biglietteria.

L'Arcipelago delle Tremiti riveste
un'importanza strategina per l'Italia
che va oltre le sue esigue dimensioni,
ne sono testimonianza le imponenti strutture
difensive dell'Isola di San Nicola

il risanamento conservativo sezione

restituirà il manufatto alle identiche fattezze dell'epoca, conservandone le linee architettoniche, semplici e rigorose, come nelle intenzioni di chi lo edificò (Ministero della Regia Marina Militare),con gli ancoli stondati a sottolineare il dinamismo degli eroici anni di guerra.

prospetto verso il mare

 

per l'onore e la gloria della nazione ritorneranno a nuova vita e contribuiranno alla rinascita dell'Isola di San Nicola

il Programma di Riqualificazione delle Periferie delle Isole Tremiti

(Il paradiso non può attendere)

è anche questo

 

come sono ridotti

planimetria del complesso difensivo di San Nicola

RELAZIONE SULLE STRUTTURE

1.2 RECUPERO DEI DEPOSITI ARMAMENTI


L’immobile ha necessità di lavori urgenti che ne scongiurino l’ulteriore deperimento a rudere, pertanto si interverrà come di seguito: esecuzione di una trave di fondazione, previo scavo e getto di un magrone si monteranno le casseforme e le armature delle travi di fondazione, in corrispondenza dei muri si eseguiranno scavi per settori di 1,00-1,50 mt al di sotto dei muri esistenti, si collocherà l’armatura e di seguito il getto, il ferro in più verrà ripiegando nello scavo del secondo settore per garantire la continuità dell’armatura; la legatura tra la muratura esistente e la nuova sarà garantita dall’inserimento di una doppia fila di ferri diametro 14 ogni 25 cm, infilati di 50/75 cm nella muratura esistente e fissati con resina epossidica, i restanti 50/75 cm entreranno a far parte della nuova muratura, sia che eseguita in mattoni pieni sia se in cls armato. Le murature esistenti verranno stonacate e consolidate mediante l'applicazione di rete elettrosaldata del diametro minimo di mm 6 di acciaio B450C a maglie quadrate di cm 15x15. Sono compresi: la spicconatura dell'intonaco; la pulitura degli elementi murari; l'abbondante lavaggio della superficie muraria; la legatura della rete alle microcuciture o ai ferri eventivamente ammorsati alla muratura; la rete metallica; i tagli, gli sfridi, le piegature e le sovrapposizioni della rete; l'applicazione di intonaco con malta cementizia antiritiro a q.li 3 di cemento per mc di sabbia, di spessore minimo cm 5; la rifinitura a frattazzo. È inoltre compreso quanto altro occorre per dare il lavoro finito. L’applicazione del consolidamento avverrà su entrambe le facce della parete, le reti saranno rese solidali per mezzo di ferri passanti e piegati ad L.La cinta muraria esterna e i setti di collegamento verranno attestati con posa di mattoni pieni legati con malta antiritiro dove mancanti, dopo di che verranno posti i casseri e le armature per il getto del cordolo di irrigidimento.

1.3RECUPERO EX MACELLO


Anche per questo manufatto si provvederà al risanamento delle murature portanti previa stonacate e consolidate mediante l'applicazione di rete elettrosaldata del diametro minimo di mm 6 di acciaio B450C a maglie quadrate di cm 15x15. Sono compresi: la spicconatura dell'intonaco; la pulitura
degli elementi murari; l'abbondante lavaggio della superficie muraria; la legatura della rete alle microcuciture o ai ferri preventivamente ammorsati alla muratura; la rete metallica; i tagli, gli sfridi, le piegature e le sovrapposizioni della rete; l'applicazione di intonaco con malta cementizia antiritiro
a q.li 3 di cemento per mc di sabbia, di spessore minimo cm 5; la rifinitura a frattazzo. È inoltre compreso quanto altro occorre per dare il lavoro finito. L’applicazione del consolidamento avverrà sulla faccia interna della parete, le reti saranno rese solidali per mezzo di ferri infilati nella muratura
per almeno 15 cm e ancorati alla stessa con resina epossidica.La cinta muraria esterna e i setti di collegamento verranno attestati con posa di mattoni pieni legati con malta antiritiro dove mancanti, dopo di che verranno posti i casseri e le armature per il getto del cordolo di irrigidimento.

Architetto Antonio Matrella

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