PROGRAMMA INTEGRATO DI RIQUALIFICAZIONE DELLE PERIFERIE 

RELAZIONE TECNICA PRELIMINARE

Questa amministrazione ha inteso aderire al programma suddetto, per una molteplicità di motivazioni, a volte contrastanti un territorio il nostro che non essendo facile da raggiungere, paga una serie di disagi che non si riscontrano in altri territori della regione. E’ pur vero, che questa difficoltà di comunicazione fisica, e difficoltà di vita in loco, ha permesso la permanenza di un ambiente in cui la natura è sovrastante l’attività umana.

Il dubbio che però ci siamo posti fin dall’inizio era la non corrispondenza con alcuni parametri che concorrono al raggiungimento del punteggio per la messa a finanziamento. Ma questo non ci ha scoraggiato, per due motivi sostanziali: la bellezza e l’unicità del nostro territorio; la presa di coscienza che la regione non può lasciare deperire un ambito così esposto alle insidie provenienti da fattori esterni quali il turismo non organizzato, l’abuso dei beni di consumo fatto da una società massificata che produce una quantità abnorme di rifiuti dannosi per l’ambiente.

RELAZIONI DI APPARTENENZA

In questa premessa si vuole porre l’accento sul lento spostamento del polo attrattivo verso il Molise, vedi lo spostamento delle competenze alla Capitaneria a Termoli, vedi i migliori collegamenti con Termoli rispetto alle località Garganiche e a Manfredonia. Per questo e per altri motivi che non mi dilungo ad esporre, necessita un intervento deciso e significativo, da parte della Regione Puglia, che reintegri il nostro bell’arcipelago, anche dal punto di vista delle comunicazioni e delle relazioni di appartenenza.

In questo ci ripromettiamo di intervenire con altre proposte che vadano verso questa direzione, una di queste sarà il Metro d’acqua Tra le sedi garganiche, tra loro e con le Tremiti.     

 

SAN NICOLA

Negli incontri avuti con gli Enti locali, la comunità locale e gli imprenditori è emersa la necessità di reperire nuove aree per le attività di tipo ricettivo che aumentassero l’offerta turistica e creassero nuove capacità di reddito, tale esigenza ha orientato la programmazione del Contratto di Quartiere II verso l’individuazione di nuove aree per tali iniziative private, in questo quadro è caduta la scelta di destinare l’area di sedime dell’ ex edificio Borbonico in San Nicola ad attività ricettiva, con edificazione di un piccolo albergo con caratteristiche dimensionali e architettoniche simili a quelle dei padiglioni Borbonici esistenti. Inoltre un area limitrofa è già stata destinata ad edilizia abitativa. 

Riepilogo dei principali interventi finanziati   

 

Programma edilizio residenziale per il recupero di alloggi di proprietà comunale da dare in affitto a canone concordato da destinare ad alcune categorie contemplate dal Bando Regionale (giovani coppie e anziani)                                                                                                               800.000 €;

 

Intervento edilizio di recupero della propria prima abitazione per la famiglia (alloggio ubicato nel centro storico zone "A", categorie b) e c) art.31 L.n.457/78", con esclusione delle abitazioni di categorie catastali A 1-A8 e A9)                                                                                                         400.000  €;

 

Interventi di urbanizzazione primaria e secondaria attinenti lo sport l’arredo urbano nell’area d’intervento,                                                                                                                                                                                             1.200.000 €

TOTALE PUBBLICO                                                                                                                                                                                                                2.000.000 €

 

Migliorando l’estetica e adeguando i servizi offerti al turista.

Una migliore immagine, e un miglior confort ( dotarla di servizi quali: ceck-point, bagni pubblici, sala d’attesa, bar.

 

 

 

Nei tanti incontri avuti con la popolazione che rappresenta a pieno anche la componente economica ed imprenditoriale dell’Arcipelago delle Tremiti si sono manifestate una serie di istanze che denotano un’aspirazione di maturare nel campo prevalente che è quello turistico.

Tali desideri a volte celati da atteggiamenti contraddittori tipici delle piccole comunità; la voglia di crescere ed offrire un ambiente pari ad altre realtà turistiche, più rinomate si scontra con la paura, nemmeno tanto infondata, di perdere il controllo del territorio e quindi la sua tutela.

Bisogna dire infatti, e l’esperienza più recente insegna, che è proprio il tremitese, con la sua diffidenza verso l’innovazione, a salvare l’aspetto naturale e selvaggio del luogo.

I tremitesi stessi, quelli più indigeni, non contaminati da una cultura del continente, manifestano una selvaggità che lungi dall’essere arretratezza, diventa un manifesto di salvaguardia.

Per questo si è fatto avanti un disegno del tremitese inospitale e maleducato, non è vero se visto nell’ottica della salvaguardia di questo delicato equilibrio dell’ambiente in questione.

Un esempio pratico ci permette di comprendere quest’apparente contraddizione tra il fare e non voler cambiare,  i possessori della auto che non sono tremitesi quindi non hanno il permesso per circolare sull’isola di San Domino non curanti del divieto sbarcano lo stesso a San Domino e con molta ipocrisia, visto che si ritengono rispettosi della natura, parcheggiano il proprio mezzo su spazi ricavati ai bordi delle strade, restituendo un’immagine veramente desolante, dimostrando invero insensibilità verso l’ambiente. Possiamo dire quindi che è il tremitese in possesso di quel rapporto equilibrato fra tecnologia e ambiente.

Ma bisogna aiutare questa cultura a riemergere, perché a rischio di contaminazione, un territorio non adatto all’impatto veicolare rischia di deteriorarsi nel breve volgere di una stagione, tra l’altro non esistono gli spazi per contenere i veicoli per cui bisognerà scoraggiare l’afflusso di turisti con mezzo proprio.

Entra in quest’ottica il finanziamento coi fondi PIRP di un servizio pubblico di trasporto di persone, ed un altro di trasporto merci per gli alberghi e le attività commerciali.

Per un totale di 4 addetti, due per il trasporto persone e 2 per il trasporto merci.

I 2 mezzi verranno finanziati con fondi regionali

Verrà riservata un’area per lo stoccaggio delle merci sulla banchina si San Domino, nell’arco della mattinata gli addetti provvederanno alla consegna della merce ai vari alberghi ed attività commerciali, in ordine prioritario in rapporto al grado di deperibilità della merce, il servizio verrà svolto dagli addetti impiegati comunali, il pagamento sarà regolato all’atto della consegna della merce, gli introiti andranno nelle casse comunali per la gestione annuale del servizio pubblico. 

 

SAN NICOLA

L’Isola di San Nicola da sempre è il centro direttivo dell’arcipelago, lì hanno sede gli edifici più rappresentativi della cristianità e civili.

Fino agli anni 80’ la sede del Comune era al’interno del convento benedettino-cistercenze, in alcuni locali piccoli ed angusti.

Nei primi anni ’90 il Comune si è trasferito in un edificio sito all’esterno della cinta muraria conventuale, ai piedi del Castello, in locali più ampi.

In sostanza si sposta il centro città, o per meglio dire si amplia, per cui nel convento permane il centro religioso con la chiesa madre il museo e gli altri padiglioni conventuali in fase di recupero, mentre il centro amministrativo si colloca nella zona dove hanno sede i padiglioni borbonici, attualmente il centro pulsante della vita dell’intera isola.

Qui sono gran parte (95 %) delle abitazioni, all’interno dei padiglioni borbonici, nel tempo trasformati, da originari cameroni per i confinati politici.

I padiglioni campeggiano nell’area, e caratterizzano, con il loro aspetto austero, questo ambito.

In tutto 6 edifici architettonicamente simili, 2 di 57 x 11 metri, 2 di 47x11 mt., 2 di 31x11 mt.

A questi si aggiungono: l’edificio a corte della sede Comunale, la palazzina dell’IACP, ed un’insula ad un piano con abitazioni, 2 edifici ai due estremi della strada principale adibiti a  ristorante (Calabrese Raffaele e il Torrione).

La condizione manutentiva dei fabbricati  non è buona soprattutto delle rifiniture esterne e del tetto, vi è carenza di alloggi per le giovani coppie che attualmente dimorano in piccole unità, spesso composte da una sola camera con bagno.

Per tanto vi è una richiesta abitativa, prima casa, pressante, per i giovani che lavorano in campo turistico e commerciale. Anche i nuclei familiari costituiti da tempo hanno espresso la necessita di opere interne ed esterne all’alloggio.

Si intende intervenire con interventi con una manutenzione delle facciate esterne per dare il decoro necessario a quest’area che la più caratteristica dal punto di vista storico.

La zona A1 comprende le parti di territorio avente agglomerati urbani di interesse storico, artistico e di particolare pregio ambientale, non che dalle aree circostanti che, per tali caratteristiche, ne sono parte integrante, l’area in cui anno sede i padiglioni borbonici in questione, posta ai piedi del castello, e anch’essa interamente circondata dalle fortificazioni, è parte integrante dell’area d’interesse storico. È’ caratterizzata da un tessuto viario ortogonale originato in epoca ‘700, permangono, nella toponomastica alcune vie che testimoniano una passato che, nei racconti degli anziani dell’Isola, diventa storia.

I tempi sono mature per rivedere in un prossimo futuro la zonizzazione, e considerare anche questa parte della città costruita A 1,  

PROGETTI DI RIQUALIFICAZIONE

AREE PRODUTTIVE A GESTIONE PRIVATA

Negli incontri con gli operatori locali di San Nicola si è manifestata l’urgenza di uscire da una condizione edilizia precaria, per mancanza di strumentazione attuativa, che ha frenato le aspirazioni legittime. Volontà di migliorare la propria condizione ambientale, per accrescere la produttività e l’offerta di servizi turistici.

In questa ottica sono state individuate due aree produttive che necessitano di una riqualificazione, con lieve aumento di superficie coperta. Ristorante di Calabrese e ristorante Diomedea di Pagnotta V. e figli.

 E’ consentito per entrambe la demolizione dei fabbricati precari con ricostruzione e aumento di volumetria del 25 %.

Il contributo aggiuntivo offerto non può essere inferiore ad €/mq 80(sessanta) di superficie utile complessiva dell’intervento (come determinata ai sensi della L.n.457/78) oppure ad €/mc 27 di volumetria fuori terra.

 

SAN NICOLA

SCHEDA URBANISTICA

Nel P.R.G. vigente al punto 5.1.4 delle Norme Tecniche è prevista una ristrutturazione tipologica che , nel rispetto delle “forme” originarie consenta una migliore fruizione, ed infine al punto “b” Nella zona tipizzata B2 è prevista la localizzazione di edilizia economica e popolare. Questo intervento, prevedeva la demolizione dell’attuale palazzina IACP e la ricostruzione di un volume dimensionalmente e formalmente uguale agli adiacenti contenitori borbonici, disposto secondo la originaria distribuzione urbanistica.

La  relazione che accompagna la Variante di adeguamento al PUTT, adottata nel 2005, ribadisce al punto 4.2.1 Demolizione e ricostruzione di un volume formalmente uguale agli adiacenti contenitori borbonici” ed ancora per quanto concerne l’edilizia abitativa dell’Isola di San Nicola è prevista una zona centrale di rinnovo urbano sull’area di sedime di un padiglione borbonico demolito che potrebbe essere destinato, e cito testualmente “ potrebbe essere destinata ad edilizia residenziale per circa 8 appartamenti”, tale previsione potrebbe essere aumentata di numero se si utilizzano tagli di alloggi più piccoli, visto anche  l’esigenza del luogo.

Dati catastali foglio 3 p.lle 89-90-91-92-93,

confinante Via Diomede, Via degli Abati(già Via Roma), Traversa, Palazzina I.A.C.P.

superficie lotto mq. 483 mq.

altezza alla gronda 11,50

cubatura 5554 mc. + 1200 interrati.

Numero stanze 45 di cui 8 singole 37 doppie.

Seminterrato 483 mq. magazzini, sauna palestra e centro benessere.

Rialzato di 483 mq. hall d’ingresso, salone ristorante, bar, TV,  cucina e locali di servizio.

Primo e secondo camere di cui : 13 doppie di 16,5 mq con  bagno, 2 singole di 10 mq. con bagno.

Piano mansardato camere di cui: 13 doppie di 16,5 mq con  bagno, 2 singole di 10 mq. con bagno.

Il contributo aggiuntivo offerto non può essere inferiore ad €/mq 60 (sessanta) di superficie utile complessiva dell’intervento (come determinata ai sensi della L.n.457/78) oppure ad €/mc 20 di volumetria fuori terra.

Calcolo contributo aggiuntivo mc. 5554 x 20 = € 111.980,00.

 

 

RAPPORTO DEL PIRP CON GLI ALTRI STRUMENTI URBANISTICI

Nella programmazione comunale, da un quinquennio a questa a parte, si data una accelerata alla tutela del territorio attraverso i programmi complessi.

Nel Contratto di Quartiere II, del 2004, ripresentato al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti nel 2006, si è considerata l’intera Isola di San Domino un parco urbano, con tutta una serie di orientamenti per la tutela ambientale indispensabili per preservare questo piccolo territorio a rischio costante di degrado.

        ARCHITETTO ANTONIO MATRELLA