PIANIFICAZIONE PER FOGGIA
Considerare i luoghi dell’abitare
come degli organismi viventi ci permette di capire i guasti che a volte vengono
compiuti a danno delle città.
Il più delle volte i programmi improntati ad uno sviluppo della città armonico
con il territorio diventano incomprensibili.
La città di Foggia, luogo d’incontro di uomini e merci, mercato, deposito di
grano, attrazione magnetica di usi e costumi, ha perso la sua identità storica
di luogo di attrazione naturale, nel momento stesso in cui viene realizzato il
nodo ferroviario, che, taglia di netto la città, facendo abortire i naturali
processi di crescita verso territori adiacenti e consimili, quali le cittadine
di Lucera e Manfredonia.
La trasformazione di Foggia da luogo di attrazione a semplice “nodo di
passaggio” ha condizionato la sua crescita, in maniera assolutamente negativa.
Permanendo il suo magnetismo naturale, che si riconosce nella continua crescita,
quale polo attrattivo della “Magna Capitania”, non prescindibile, ma
condizionato dal passante ferroviario, - elemento innaturale condizionante il
naturale processo organico di sviluppo - , Foggia “si arrangia”, si consenta
l’uso dell’espressione -, subendo una crescita anomala verso il sud barese.
Foggia, 20-10-2006
Il tecnico
arch. Antonio Matrella